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Nel 1914, i signori Bersano avevano acquistato la casa che c'è davanti alla chiesetta dalla famiglia "Avigliè" proveniente da Romano Canavese, vicino ad Ivrea, e proprietari di tale casa per ben tre generazioni. I signori Bersano Giuseppe e la moglie Felicina raccontano che la famiglia "Avigliè", forse per voto, aveva fatto costruire un pi­lone dietro la casa nel proprio terreno, ove attualmente sorge la Chie­sa. In seguito tutte le famiglie appartenenti alla Borgata e abitanti in Case Bottini, Cavaliera, Durandi, Rubina, Gallo, Canale, Pianeta, Grangia del Bosco, Primavera, Bragona, Impero, Casa Nuova, Casci­na Varda, Romanina, Foriero, Mattiolini, Rocca, Porporata, Grangia Nuova, Vittoria, Rolanda, Siena, Burgheisa, Berciata e tutte le fami­glie di Manesco, hanno costruito una piccola chiesetta con annesso campanile, appoggiato sulla volta della Cappella. Nel 1879 - 1880 l'atrio venne chiuso con tre muri ed abbattuto il muro della facciata preesistente, venne allungata la Cappella, si fecero alcune riparazio­ni; le spese sostenute furono le seguenti: pagato il capo mastro im­presario lire 380; alla fornace Borgialli lire 96; n. 2 statue lire 48; falegname Chiarabaglio lire 104; al ferraio lire 34; per calce lire 85,45; sabbia lire 10, ricorso al Comune lire 1,40.
Nel 1888-1889 i borghigiani hanno comprato la campana pagan­dola lire 105 con ricevuta che hanno versato al conducente da Cuorgnè.
In seguito fu costruita la parte più grande della Cappella; nel 1915 fu messo il cancello in ferro nella parte esterna, costo lire 196.
Interessante è il seguente verbale tratto dal libro della Cappella: “Il 4 marzo 1923 fu convocata l'Amministrazione della Cappella, considerato il pericolo di rovina del campanile, appoggiato sulla vol­ta della Cappella, e la necessità di sostituirlo con uno nuovo, l' ammi­nistrazione deliberò, di procedere alla costruzione di un nuovo cam­panile su sito proprio. Visto i preventivi presentati dai quattro capi mastri interpellati, diede la sua preferenza a quello del signor Pirelli Giuseppe che si proponeva di eseguire il disegno del geometra Bru­no, al prezzo di lire 2.450, mediante la somministrazione del materia­le da parte dei borghigiani. Alla spesa l'Amministrazione farà parte con le offerte dei borghigiani che già ascendevano a lire 120 e coi fondi della Cappel­la".
Il Priore Salarino Michele ed il sotto Priore Bollero Pietro, per fare fronte a detto deficit, fecero un mutuo presso la Cassa Rurale di Favria di lire 1.600.




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